Crocchette per cani senza cereali, o con cereali “alla moda”?

Le crocchette per cani senza cereali, cosiddette “grain free” rappresentano un mito sia per molti proprietari di cani e gatti che per molte industrie del settore, ma qualcosa sta cambiando.

“Anche gli angeli mangiano fagioli” …e i cani quinoa adesso!

Cane Corso che segue il padrone con la ciotola

Cane corso

Una buona parte dei consumatori è continuamente alla ricerca di alimentazione più sana e sta spingendo anche i propri animali, come partner, a mangiare meglio.

Il cibo per cani e gatti sta sempre più rispecchiando le tendenze dell’alimentazione umana, e una certa parte dei proprietari è attratta da questa tendenza di marketing.

Blue Buffalo Co. Ltd. offre una ricetta al pollo e chicchi di quinoa antica. Benefit, di Nestle Purina, si è inventata di aggiungere mirtilli, zucca e spinaci. Honest Kitchen Inc., che utilizza solo ingredienti adatti all’alimentazione umana, vende un prodotto con pollo e quinoa dal 2006, inoltre propone manzo e ceci, anatra e patata dolce, nonché miscele di pesce e noce cocco.

I consumatori supervalutano i benefici per la salute ricevuti da questi “superfoods” e desiderano condividere i loro vantaggi con i migliori amici dell’uomo.

 

Le esigenze nutrizionali degli animali domestici però sono piuttosto diverse da quelle degli esseri umani.

Daniel Smith vice presidente della ricerca e sviluppo di Nestlè Purina Petcare : “La realtà è che cani e gatti non riempiono da soli il carrello della spesa –  dobbiamo essere sensibili alle le scelte dei proprietari e produrre ciò che piace a cani e gatti”

Le opinioni degli esperti sule crocchette grain free

La ricerca ha dimostrato che Labrador e Schnauzer non hanno bisogno di una dieta ad alto contenuto proteico come i loro cugini selvaggi, i lupi, e possono ottenere i nutrienti necessari da una dieta a basso contenuto proteico vegetale; che suona come un potenziale riconoscimento per queste nuove ricette  a base di quinoa o spinaci.

Se per alcuni la carne resta il mito, ci sono anche le piante che offrono una alternativa e l’industria sta ritornando alle produzioni vegetali; rivolgersi solo ad alcune di esse, per gli esperti, sembra abbastanza sciocco, almeno da un punto di vista nutrizionale.

“Se la soia fa male, perché i piselli fanno bene?”, dice Ryan Yamka.

Yamka è un nutrizionista animale certificato dall’ American College of Animal Sciences, nonché fondatore e consulente indipendente con Luna Science and Nutrition il quale ha affermato inoltre: “È tutta una questione di marketing”.

Secondo Yamka l’ossesione per l’ingrediente è cominciata dal fatto che i fornitori cinesi hanno aggiunto sostanze contaminanti al glutine di frumento e al concentrato di proteine di riso per aumentare il livello proteico: “In qualche modo la responsabilità è stata allargata a soia e mais”, ha detto, “e le aziende hanno cominciato a pubblicizzare affermazioni di “assenza” per acquisire clienti interessati. “Questo ha reso facile far diventare grano e cereali l’uomo nero”.

Aggiungete le tendenze di stile di vita che emergono dal lato umano: questo senza glutine quello senza cereali, e il marketing degli alimenti per animali da compagnia ha trovato la sua nuova via e una base di consumatori da soddisfare.

Il fatto è che, i cani possono soddisfare i loro bisogni nutrizionali con soia o mais (fuori moda) così come con la quinoa o il Kamut (molto più trendy).

Le vendite CPG (consumers pakaged goods – beni di largo consumo) forse a causa della crisi economica, hanno una crescita rallentata, mentre le vendite di alimenti per animali da compagnia stanno aumentando con un tasso di crescita molto più elevato.

Considerando i crescenti paralleli degli ingredienti e dei profili nutrizionali, molti produttori di alimenti potrebbero presto cominciare a chiedersi se è giunto il momento di cambiare il consumatore finale di alcune loro linee di produzione.

Secondo  Harris Poll (azienda di ricerche di mercato americana), nel 2016, il 95% dei proprietari di animali degli Usa considerava i loro “pets” come parte della famiglia: 7 punti in più dal 2007.

I consumatori amano i loro animali domestici e vogliono dare loro il cibo migliore che possono permettersi.

Un prezzo più alto non significa sempre un alimento di qualità superiore, ma i proprietari di cani e gatti sono disposti a spendere più soldi per un alimento che viene percepito come migliore.

Negli Stati Uniti Le vendite di alimenti per animali da compagnia “premium” sono passati da $ 5,7 miliardi nel 2001 a $ 14,5 miliardi nel 2015.

Alcuni giganti della produzione alimentare hanno una forte presenza nello spazio alimentare per animali da compagnia; Pedigree, marchio della Mars, è uno dei “Top Sellers” di cibo per cani, raccogliendo 1,6 miliardi di dollari nel 2016. Purina di Nestlè rappresenta il 23,5% del mercato degli alimenti per animali da 30 miliardi di dollari.

E Mars ha raddoppiato il suo interesse nel campo del “pet”, espandendosi nella cura dell’animale domestico con l’acquisto di 7,7 miliardi di dollari di VCA, una catena di ospedali per animali.

Gli alimenti per animali domestici negli Stati Uniti rientrano in un mix di regolamenti federali e statali, in Italia la materia è regolata dalla legge Europea CE 767/2009.

Negli Stati Uniti i proprietari che cercano la garanzia che un alimento soddisfi le esigenze nutrizionali dei loro animali domestici dovrebbe cercare la dichiarazione di adeguatezza nutrizionale “completa e bilanciata” sulla confezione. L’affermazione si basa sui profili nutrizionali alimentari del cane o del gatto impostati dall’Associazione degli Ufficiali di Controllo degli Alimenti Americani (Aafco) e garantisce che il cibo sia equilibrato nutrizionalmente. Aafco non ha alcun potere di divieto sui prodotti, ma la maggior parte degli alimenti per animali domestici in commercio o venduti online sono conformi ai suoi profili, a prescindere dagli ingredienti in essi contenuti.

In Italia la normativa Europea definisce in maniera molto scrupolosa e precisa l’etichettatura dei prodotti per animali (vedi report “Come si legge l’etichetta”di Dogbauer.it) che informa dettagliatamente sulla composizione del prodotto.

Le aziende italiane aderenti all’ASSALCO, Associazione Nazionale Imprese per l’A

limentazione e la Cura degli Animali da Compagnia, aderiscono ad un sistema di regole condiviso: il “Codice di Buone Pratiche di Etichettatura” della FEDIAF (Fédération européenne de l’industrie des aliments pour animaux familiers) incoraggiato dalla Commissione Europea per armonizzare il comparto e comunicare in modo trasparente con il consumatore.

Ezio De Bona

Fonte: Bloomberg

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